Outcast

pubblicato il 24/09/2015 in Recensione, Retro
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 06/11/2017

Ci sto rimettendo mano proprio in questi giorni nella sua versione 1.1, veramente ottima per riscoprire questo piccolo capolavoro. È indubbio dire che:
-Grafica: nel 1999 era davvero da sogno, capace anche con tutti i limiti del caso di evocare spettacolari paesaggi, aveva già ai tempi ombre dinamiche ed un rudimentale sistema di riflesso sull’acqua (pixelshader) e gestiva un openworld, anzi più openworld visto che il mondo di Adelpha è suddiviso in molte regioni, pieno di elementi curvi (vertexshader), qualcosa di avveniristico. Pensate che all’epoca questa grafica era così “pesante” da costringere un downgrade di risoluzione, ebbene sì, Outcast si giocava a 512x384pixel! Per fortuna tutto è risolto con la versione 1.1 che supporta tutte le più moderne risoluzioni.
-Gameplay: è un openworld, con elementi TPS, ma anche profondi elementi RPG, un gioco con questo tipo di gameplay e totalmente in 3d era rivoluzionario.
-Trama: la storia è paradossalmente una iniziale scopiazzatura dello Stargate cinematografico (basti pensare alla Daoka=Stargate), ma altrettanto paradossalmente preferisco il modo molto originale con cui la trama di questo gioco evolve piuttosto che quella del film citato, appare molto più accattivamente e naturale.
-il Mondo: c’è una cura per l’ambientazione ineccepibile, parliamo della creazione di un’intera cultura con tanto di sua lingua, tradizioni, religione, fauna e flora, tutte informazioni succose da ricercare parlando con gli abitanti del posto, tutti rigorosamente interagibili, insomma una vera esplorazione etnografica. Assolutamente non comune nemmeno in giochi recenti.
-Colonna Sonora: realizzata con cura pari solo ad un colossal cinematografico e fatta eseguire nintepopodimenoché dalla Filarmonica di Mosca. Quindi una OST fantastica, sempre azzeccata, epica al punto giusto quando serve, terribilmente rilassante ed evocativa invece quando si esplora.

Qualche malinconia è giustificata solo dal piacere grafico “troncato” dal downgrade dell’epoca, ma che oggi possiamo godere appieno seppur ovviamente datato, facendo sì che tecnicamente pur essendo fantastico Outcast non sia mai effettivamente riuscito a dare il meglio di sé purtroppo.
Un seguito sarebbe stato apprezzatissimo, sempre che fosse stato all’altezza del primoc apitolo.

    Mi piace:
  • Mondo immenso con tanto di lingue e tradizioni create ad hoc.
  • Colonna sonora orchestrale eseguita dalla Filarmonica di Mosca.
  • All'epoca era tecnicamente esaltante.
    Non mi piace:
  • Non regge il confronto con l'età.
  • Qualche bug e glitch.
  • Termina forse troppo presto.

Per me è:

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