New Super Mario Bros.

pubblicato il 16/01/2016 in Recensione, Retro
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 16/01/2016

PREMESSA DA FARE QUANDO SI RIPRENDE IN MANO UN PLATFORM DI MARIO DOPO 15 ANNI
Il dilemma è sempre forte: ogni nuovo platform dell’idraulico è identico al precedente? Il mio parere è che in realtà ogni fot****ssimo gioco di Mario può essere giocato in continuità con i precedenti, come se più di veri nuovi capitoli si trattasse di upgrade del medesimo titolo, ed anche se la cosa sembra stramba e poco efficace…. Funziona!
Ogni Mario ha il suo perchè, presenta un profondo rispetto per la tradizione (il ritorno potente ad un gameplay 2d ne è la prova) e contemporaneamente introduce modeste, ma importanti innovazioni tanto da renderlo unico.

NEW SUPER MARIO BROS.
Si tratta della primissima incarnazione originale di Mario su Nintendo DS (anno 2006) e si presenta come il classico platform Mario Bros., una specie di Frankenstein che attinge al passato e lo fonde con novità del presente.

L’EREDITÀ
-È ovviamente assolutamente inutile elencare Mario, Bowser, goombas, koopas etc… Vero?
-Sistema di mondi, mappe e livelli molto simile al mitico Super Mario Bros. 3, con la differenza che in esso trovare il mondo segreto era veramente un segreto, qui invece abbiamo sul secondo schermo una mappa dettagliata con i mondi che abbiamo visitato (colorati) e che visiteremo (in grigio) che ci svelano fin da subito non uno, ma ben 2 “bivi” che portano ad altrettanti mondi nascosti.
-Sistema di fine livello mutuato direttamente dai primissimi Super Mario Bros., con bandierina finale.
-Anche alcuni boss sono ereditati dai primissimi Super Mario Bros. e con alcuni boss parlo della famigerata “caduta di Bowser” che è presente anche in Super Mario Land per GameBoy.
-Gli scontri con Baby Bowser ed i mostri che ci evocherà contro invece sembrano arrivare direttamente da Super Mario World, primo titolo di Mario realizzato appositamente per SNES, ma con un tocco di originalità soprattutto per i boss diersi da bowser/baby bowser.
Tutto questo è al limite tra dare un punto a sfavore e darne uno in più, anche se tutto ciò sa di già visto, è mixato così bene da originalizzare l’esperienza di gioco invece di banalizzarla.

LE NOVITÀ
-Baby Bowser come cattivo in un titolo portatile Nintendo!
-Un mare di meccaniche interessanti lungo tutti i livelli, dalle piattaforme che ci faranno volare via alle funi a cui appenderci e dondolare.
-Una buona quantità di nuovi nemici, dal borsellino che se viene schiacciato rilascia monete alla zucca di halloween che se schiacciata prende fuoco.
-Nuovi powerup, oltre ai classici fungo/fiore/stella, troveremo il guscio da tartaruga, il minifungo ed il megafungo, questi ultimi due sono forse i powerup che più di tutti influenzano il gameplay lungo il livello una volta presi. L’uso del megafungo poi è veramente divertente, permettendo si “sfasciare” l’intero livello grazie alle nostre dimensioni.

LA GRAFICA
È importante parlarne visto che si tratta di uno stacco generazionale non da poco, infatti tutto è curato nei minimi dettagli e seppure ancora dominano gli sprite 2D questi sono notevolmente più dettagliati e fluidi nelle animazioni rispetto al GameBoy Advance e sono fusi ad ambienti e modelli totalmente 3D così ben realizzati da non risaltare assolutamente sulla controparte 2D, anzi riuscendo a mantnere il giusto grado di omogeneità a schermo.

In ultima analisi un capitolo sensazionale per l’epoca, un Frankenstein “buono” che mixa con grande successo meccaniche ed idee nuove e vecchie con un risultato innovativo e piacevole senza voler strafare. Bravo Mario!

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