Professor Layton e lo Scrigno di Pandora

pubblicato il 07/02/2016 in Recensione
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 07/02/2016

PREMESSE, PREMESSE, PREMESSE!
Si tratta del primissimo titolo del Professor Layton a cui abbia mai giocato. Vengo da una lunga esperienza di avventure grafiche occidentali su piattaforma PC, quindi ho affrontato questa con meno pregiudizi possibili, vista la qualità a cui di solito sono abituato.

LUKE, BAMBINO PRODIGIO
La semplicità e l’essenzialità regnano… Ma solo nei personaggi e nella storia! Infatti parliamo di una trama lineare e semplice, quando vista dal momento finale, che però non manca di offrire un paio di colpi di scena, non di più. I personaggi sono tipicamente filo-orientali, si tratta di esseri essenziali e poco sfaccettati con qualche caratteristica peculiare estremizzata per denotarli meglio rispetto ad altri; il buon Professor Layton è il classico accademico geniale e giovanile, sempre saggio e cortese, un vero padre per Luke, ragazzino (sui 10-13 anni direi) che però ha del prodigioso, visto che è già assistente di un professore ordinario di Archeologia, posto penso ambito anche da parecchi ventenni nella vita “reale”.

LE AMBIENTAZIONI
Il gameplay è basato su schermate di gioco, attraverso le quali spostarsi grazie allo schermo touch ed allo stilo, la concatenazione degli scenari è molto fluida e diretta, ci sposteremo poi da un’ambientazione ad un’altra man mano che la storia prosegue. La varietà delle ambientazioni è buona, partiremo da Londra per affrontare una buona parte del gioco sul Molentary express, in viaggio verso Folsense, facendo tappa a Dropstone. Queste sono le quattro ambientazioni principali, di cui solo la prima realmente esistente, ognuna costituita da tantissime schermate concatenate tra loro che insieme rendono omogenea l’ambientazione. L’approccio nel gameplay risulta per questo un po’ statico, ma piacevole, non potremo usare oggetti o interagire profondamente con ambienti e personaggi, avremo la sola possibilità di un’interazione superficiale legata ai collezionabili nascosti nella schermata ed alla ricerca di enigmi sparsi per i luoghi che visiteremo.

GLI ENIGMI
Gli enigmi sono un discorso a parte, se il resto del titolo può considerarsi tra il buono ed il distinto, gli enigmi raggiungono l’optimum. Affronteremo 138 enigmi totali, non ci sarà bisogno di risolverli tutti per terminare, ma ne saranno richiesti almeno 80, il resto potremo risolverlo comodamente anche dopo. È sbagliato credere di avere a che fare con enigmi “da bambinI” alcuni sono veramente ostici (non pochi!) richiedendo un’ottima dose di logica e conoscenza anche da un adulto, sempre poco ripetitivi ed originali sono il punto forte del titolo. Quindi scordarevi di acquistare questo titolo Layton per sorbirvi tranquillamente una bella storiella, più di una volta il vostro cervello fumerà, e in più di un’occasione i tre aiuti che potrete sbloccare per enigma saranno solo parziali, costringendovi a pensare per arrivare alla meta.

CONCLUSIONI
Un titolo rompicapo estremamente valido, un po’ meno per storia e personaggi, poco sviluppati anche se curati e paicevoli. Da avere? Sì, se amate mettere in moto il cervello anche quando vi rilassate.

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Per me è:

8

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