Limbo

pubblicato il 25/06/2016 in Recensione
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 25/06/2016

BALLIAMO IL LIMBO
Questo sarebbe stato certamente più divertente dell’oppressiva quanto interessante sfida di Limbo, un videogioco pieno di contrasti (letteralmente).

TUTTA QUESTIONE DI SILHOUETTE
L’atmosfera rende questo gioco unico, si tratta di ambienti minimali, in grigio e nero, degli oggetti e dei personaggi vediamo solo la silhoutte come fossero ombre. Il panorama appare sempre tetro e pieno di suoni cupi, un senso di inquietudine ci attanaglia; presto scopriremo come il mondo è avverso, pericoloso, pronto ad ucciderci ad ogni passo.
La grafica è senza dubbio minimale rendendo l’interazione la totale protagonista del titolo, non mancano particolari tetri e gore (nonostante non ci siano i colori!) il nostro piccolo protagonista potrà essere fulminato, potrà fratturarsi il collo e morire da un dirupo, essere maciullato e smembrato da seghe circolari, sforacchiato da mitra etc.

GAMEPLAY
Il titolo è puro gameplay, il resto è stato tralasciato talvolta con abilità (la grafica) talvolta con negligenza (la durata e la storia). Il nostro piccolo ed anonimo protagonista dovrà andare avanti arrivando alla fine della sua ricerca, il problema è che a sbarrargli la strada ci sono ragni enormi, bambini ostili, e molti enigmi da risolvere usando l’environment di gioco, dal pulsante che cambia la gravità, al salto da fare mentre una cassa slitta su un piano inclinato.
Gli enigmi sono vari, ben coneniati, con una curva che si innalza, non esageratamente comunque, verso la fine del titolo.
E’ bene precisare che nonostante sembri un platform conserva poco del genere, votandosi soprattutto alla risoluzione di enigmi piuttosto che all’uccisione di nemici.

TRAMA E PERSONAGGI
Ecco un altro titolo… artistico!
Solito modo di giustificare un titolo indie che mette un po’ troppo da parte una porzione importante.
Limbo non ha trama, non ha personaggi, tranne frammenti, tracce.
Il nostro protagonista è un bimbo alla ricerca di qualcosa (qualcuno?) e la storia prosegue su questo, il prima ed il dopo non esistono e finanche il titolo mostri rarissimi momenti in cui potrebbe capirsi qualcosa… Quel qualcosa non si capisce. Tutto è mantenuto come velato, ma invece di aumentare l’interesse questo lo spegne. In poco tempo il gioco diventerà solo un piacevole rompicapo e basta.

CONCLUSIONI
Consigliato a chi adora risolvere enigmi ambientali, ma con riserva. Titolo cortissimo, appena 3h se giocato con calma, piacevole ma povero. Certamente si poteva fare di più.

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Per me è:

6.5

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