Lost ed il m4ddok di 6 anni fa

pubblicato il 05/11/2016 in Off-Topic
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 05/11/2016

Ho pensato di riproporre questo articolo ripescato da backup di chissà quale era geologica proprio di un blog che ben 6 anni fa era al posto di questo, si tratta di parole scritte a caldo immediatamente dopo il finale di Lost, per me rimangono valide ancora oggi.

UNA LAMENTELA DI 6 ANNI FA
Scrivo semplicemente per commentare un avvenimento estremamente atteso da chi, come il sottoscritto, ha seguito assiduamente la serie televisiva Lost, aspettando con ansia che ogni anno la tv passasse quelle quindici puntate circa a stagione.
Ho intenzione qui di esprimere soltanto un’univoca opinione sulla puntata finale: “assolutamente vaga, quasi un insulto”.
Da spettatore credo di capire bene ciò che un mio omologo si aspetta da una serie come Lost; parliamo di 6 anni di attesa, e soprattutto di una marea di argomenti intavolati episodio per episodio.

Ora, lo spettatore medio dona fiducia ad un telefilm non necessariamente perché esso sia immediatamente saturo di spiegazioni, definizioni, mitologie ecc.. ma egli dona fiducia ad un telefilm in grado di catturare, di creare suspance, di presentare mistero, perdonando le mancate risposte alle annose domande sorte durante il programma anche quando si è alle soglie della fine. Ciò non toglie che in realtà il telespettatore si attenda queste risposte, lo faccia spasmodicamente, sempre più spasmodicamente perché con il passar del tempo le teorie che è stato costretto a costruire sono state un ulteriore segno del bisogno di risposte (questo direi che è uno dei meccanismi più naturali della mente umana soprattutto quando si sente molto coinvolta da ciò che segue). Tutto questo a causa di puntate vaghissime, personaggi estraniati e confusi,  scene ed eventi complessi accavallati; molti telespettatori hanno pensato (come me) di essere di fronte ad un grande capolavoro, ricco di variegature nella trama che però quasi certamente sarebbero state spiegate prima o poi.

E’ un po’ come un ciarlatano del vecchio west, cioè quel tipico losco individuo che si esponeva in piazza assieme al suo baracchino di cure miracolose, le consigliava, ammaliava l’auditorio, decantava proprietà imprecisate, ma quando qualche cliente tentava di capire come effettivamente la cura miracolosa funzionasse chiedendo e richiedendo, egli si dileguava lentamente con dietro una scia di risposte vaghe; è ovvio che questo faceva ben imbestialire chi aveva acquistato la cura! All’inizio si direbbe ha talento!”, alla fine si affermerebbe ci ha truffati!”.

Lo stesso è accaduto con Lost. Sei anni di puntate di Lost non solo sempre tutte incentrate sulla trama principale (tranne alcune piccole eccezioni), ma tutte in grado di mettere in ballo tantissimi argomenti misteriosi senza svelarli mai completamente. E quando noi avevamo già acquistato la cura miracolosa… l’ambulante è scappato con ben 6 anni della nostra vita! Fino alla penultima puntata si direbbe cavolo, che suspance, chissà cosa sarà svelato! Che telefilm!”, ma alla fine molti hanno affermato (tra cui io) bene, ci hanno truffati!”.

Da ciò che ho letto dal web,e che in realtà già mi era parso di capire, è stata una scelta assolutamente deliberata quella di terminare una serie del genere senza alcuna risposta, o meglio, gettare il tutto in chiave mistica e così rispondere sempre allo stesso modo a quelle domande pressanti: “è così e basta!”.

Che cos’è in realtà l’isola? Un luogo dove alcuni sono morti, ma altri no, è così e basta!

La luce cos’è? Da dove deriva? Come è possibile che vi siano strutture per arginarla assieme all’acqua? Ce n’è un po’ in ognuno di noi, è così e basta!

E via con tanti altri esempi…

Appare chiaro come gli autori abbiano creduto di scrivere un trattato di filosofia di puntata in puntata, il problema però è che con tutti questi dubbi aperti è esattamente come se non avessero scritto nulla! Hanno spento gli entusiasmi del pubblico che si aspettava risposte, risposte che avrebbero dato un senso ad azioni, comportamenti, fenomeni… altrimenti tutto rimane vago ed afinalistico, come il delirio di un pazzo. Ebbene si, non è necessario essere così ermetici per tentare anche di spiegare un concetto fisofico-religioso. La religione è più finalistica di quanto si possa credere, ed il fatto che gli autori l’abbiano usata come scudo per ripararsi dalle domande indiscrete sulle questioni aperte ha del blasfemo. Loro dicono “è così e basta, che tu ci creda o no”, allora tanto vale mettere uno show che dalle 5 del mattino alle 9 di sera mostra un gatto che miagola, così quando la gente si chiederà “ma qual è la trama del telefilm? Chi è il gatto? Cosa fa? Perché lo fa? Dov’è?” allora gli potremmo rispondere “questo telefilm si prefigge l’esplicazione profonda dei concetti di bisogno di risposte e accettazione di dogmi, il telefilm non è in tv, il telefilm è la tua voglia di conoscere scientificamente ogni cosa riguardo quel gatto oppure accettare che quel gatto è lì e contemplarlo a mente aperta”.

Secondo me, e concludo, non è possibile nascondersi dietro ad una fine raffazonata dalla religione e dall’aldilà solo perché si vuole insegnare che la vita è piena di assoluti; la verità sta nel mezzo, diceva qualcuno, esistono anche le vie di mezzo, ad esempio come spiegare almeno i punti focali dell’intera trama pur continuando ad esprimere il concetto portante (sia esso scienza/fede/aldilà/redenzione), ma il tutto armoniosamente delineato con chiarezza e non con volontà di offuscare, allora sì che un finale aperto sarebbe stato opportunamente accolto. Di fronte ad un pubblico sazio di risposte lasciare aperto il portone della fine sarebbe stato allo stesso tempo non del tutto conclusivo, ma appagante. Però così non è stato, almeno per me.

Questa è una mia opinione, da telespettatore, mi piacerebbe conoscere i vostri ma ed i vostri se.. nonchè i vostri perché!

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