call of duty

Call of Duty, discesa agli inferi senza ritorno

pubblicato il 08/11/2016 ed è stato modificato l'ultima volta il 03/06/2017

in   Riflessione

La Seconda Guerra Mondiale, da quanto non la vedete nel mondo videoludico? Escluso l’ardito (è il caso di dirlo n.d.r.) tentativo fatto con Battlefield 1 che addirittura torna ad un conflitto precedente, non abbiamo più visto FPS degni di questo nome dedicati alla vera Seconda Guerra Mondiale. Ma ora non sono qui per parlarvi di Battlefield, sono qui per parlarvi di una serie così longeva che ad oggi quasi non se ne contano i capitoli, nata nel secondo conflitto mondiale, approdata dopo 13 anni nello spazio profondo, la serie di Call of Duty.

Hidden & Dangerous (1998)

Hidden & Dangerous (1998)

LA MODA DEGLI FPS WWII
Ci troviamo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, il panorama videoludico è fervente grazie alla nuova grafica 3D che non ha nemmeno 10 anni ancora, vari generi si sviluppano a iosa e gli FPS su tutti. Come per tutte le epoche esisteva una moda, un leit motiv che all’epoca era quello sulla Seconda Guerra Mondiale. Erano gli anni di Hidden & Dangerous (1998), Commandos (1998), Medal of Honor (2002) e Battlefield 1942 (2002). Non so spiegare perchè proprio quell’argomento storico colpisse così tanto il mondo videoludico in quel periodo, forse era a sua volta influenzato dalla cinematografia che proprio in quegli stessi anni riscopriva il racconto di guerra con film come Pearl Harbor (2001), Salvate il Soldato Ryan (1998), Il nemico alle Porte (1999) e chi più ne ha più ne metta. Si trattava però di una prima volta per i videogames, era la prima volta che essi presentassero una qualità tecnica sufficiente a trasmettere un po’ l’atmosfera reale di quel periodo, era la prima volta che veramente comunicassero alle nuove generazioni (compreso il giovane m4ddok n.d.r.) le sensazioni storiche di qualcosa di realmente accaduto, forse era la prima volta che questo avveniva meglio che in un libro o in un film.

PRIMA CHIAMATA
E’ nel contesto suddetto che nell’ormai lontano 2003 esce Call of Duty, un FPS che conquistò stampa e pubblico rivaleggiando con titoli simili. Era un titolo fantastico per la sua immersività in cui il gioco

Call of Duty (2003) - Presa di Stalingrado

Call of Duty (2003) – Presa di Stalingrado

era rigorosamente incentrato sul singolo raccontando le campagne militari Inglesi, Americane e Russe contro la (solita) feccia nazista.

Posso dirvi che già allora la Activision ci sapeva fare con la cinematograficità e mi ritorna subito in mente la presa di Stalingrado che seppur palesemente copiata dall’omonima scena del film Il Nemico alle Porte si svolgeva affascinante, ritmata, immersiva tanto da farci sentire quel soldato russo costretto all’estrema offensiva verso il nemico tedesco che aveva occupato la città, un gameplay fatto di pathos che aveva anche da insegnare oltre che da far divertire.
Il primissimo Call of Duty (COD da ora in poi per comodità) ebbe un’espansione sulla linea del gioco principale, COD United Offensive (2004), più due seguiti anch’essi improntati principalmente sul single player, di cui COD 3 (2006, COD 2 era dell’anno prima n.d.r.) addirittura mai uscito su PC essendo esclusiva console oltre che primo lavoro Treyarch.

Nel frattempo però qualcosa covava in casa Activision assieme ad Infinity Ward e mentre la vena multiplayer prendeva piede già con gli ultimi COD usciti all’epoca, iniziava a spargersi la voce di un nuovo COD che sarebbe stato lo spartiacque definitivo.

Call of Duty Modern Warfare (2007)

Call of Duty Modern Warfare (2007)

CHIAMATA ALLA GUERRA MODERNA
Correva l’anno 2007 quando con tutto l’hype del mondo si vide l’uscita di COD Modern Warfare, titolo epocale secondo me, probabilmente il più bilanciato tra gli FPS moderni. Per la prima volta si passava al panorama di guerra moderno che allora era protagonista di pochi FPS tripla A puri, spesso infatti si trattava di FPS tattici o eccessivamente arcade (Rainbow Six, Project Igi…). Per la prima volta il lato tecnico era incredibile, Call of Duty Modern Warfare rappresentava punte di realismo grafico tali che le immagini di anteprima facevano andare in estasi solo a vederle, ma non si trattava solo della grafica, molti si aspettavano una storia di guerra contemporanea però si ritrovarono con un singleplayer di poco futuristico, ambientato solo pochi anni dopo l’uscita effettiva del titolo (niente di nuovo, vedasi Splinter Cell n.d.r.) con ogni probabilità per non toccare direttamente vicende di politica internazionale allora in corso (ah, se avessero saputo cosa avrebbe scatenato Call of Duty Modern Warfare 2 e la sua famosa scena dell’aereoporto!). Il single player però era condiviso per la prima volta alla pari dal multiplayer del titolo, quest’ultimo fu la vera scoperta della generazione, mappe ampie o strette, armi a iosa ed un sistema di ranking bilanciato e mai invasivo. Un multiplayer da giocatori per giocatori. La ciliegina sulla torta fu l’inserimento di nuove mappe completamente gratuite per mezzo delle patch. Fu il successo storico di un’effettiva pietra miliare.

SECONDA CHIAMATA ALLA GUERRA MODERNA
L’uscita di COD Modern Warfare 2 (2009), intervallato l’anno prima da un COD World at War nostalgico, sancirono l’ascesa dell’era dei more of the same e del brand intoccabile di COD. Mentre la parentesi Treyarch con World at War fu un abbastanza gradito riadattamento in chiave WWII del primo Modern Warfare (MW da ora in poi), MW 2 venne acclamato come un netto miglioramento rispetto al primo capitolo, ed in effetti lo era, le aggiunte erano tante ma ancora a livello accettabile fu però il cambiamento strutturale che ufficializzò il cambiamento totale del brand rendendolo ciò che è oggi nonostante i cambi di ambientazione: ormai il single player aveva perso percentuale, il titolo puntava principlamente su una campagna single di poche ore spettacolarizzate, mentre il massimo del rendimento lo si cercava (e l’Activision appunto tentava di darlo) nel multiplayer. I perks, gli achievements, le armi, le abilità attive e passive del personaggio si moltiplicarono ed il pubblico con il passare del tempo si divise.
C’era chi apprezzò l’innovazione, come me, e c’era chi già, occhio di lince, iniziava a fiutare un cambiamento radicale che avrebbe tolto personalità al buon vecchio Call of Duty, il primo segno? Le mappe gratis potevate scordarle, solo map pack con dlc a pagamento.

Call of Duty Infinite Warfare (2016)

Call of Duty Infinite Warfare (2016)

MORE OF THE SAME DAY MORE OF THE SAME SHIT
Da quel momento, quasi fosse una Apple del mondo videoludico, Activision non negò mai il suo titolo COD annuale, addirittura anche le due case principali di sviluppo che di solito si alternavano pur continuando a farlo ormai creavano (creano) titoli molto simili tra loro, COD Black Ops segna poi la nascita di una vera e propria serie parallela (2010) assieme ad altre rimaste invece isolate (Ghosts?). La conseguenza di tutta questa fama è che spesso un COD vale l’altro e le innovazioni reali sono diventate per la software house una trappola mortale. Essa è costretta a rimanere rinchiusa nelle pareti del vincente brand che ha creato da MW2 in poi grazie all’assuefazione del pubblico più pigro, soldi sicuri in carne ed ossa, ma per fare questo ha innovato senza innovare, ha rimpinzato i titoli successivi fino ai presenti con ancora più perks, ancora più achievements, ancora più personalizzazione, ancora più level up ed exp., arrivando a tralasciare un pilastro fonamentale: il giocatore vuole giocare! Non vuole personalizzare/exprare/sbloccare, per lo meno non solo! Quindi  giocato un COD ormai, giocati tutti.

I giusti equilibri si sono perduti, così quando in COD Advanced Warfare si introdusse ad esempio il famoso doppio salto la forzatura fu palese, introdurre novità giusto per farlo appesantisce il gameplay e così è stato da allora fino ad oggi. La speranza, scarsissima, è un ritorno del brand COD ad un concetto basilare di FPS e di multiplayer con il coraggio di fare anche qualche passo indietro pur di ritrovare un equilibrio perduto da tempo, ma tanto apprezzato dai giocatori della prima ora, che per dirla tutta all’ennesimo COD ormai non sentono altro se non un vago senso di nausea, come quando si è mangiato troppo ed il cameriere però ti porta un’altra portata, sempre la stessa torta, alla prima fetta era deliziosa, ora ti sembra la peggiore sbobba. Eppure è sempre la stessa!

Appunto.

di m4ddok

Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l'Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N approda su PC, siamo alla fine degli anni '90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

Thanks to/Grazie a:
Franklin Mark Liang &co. for his Hyphenator jquery plugin - per andare a capo in maniera uniforme in un articolo
Fred Heusschen (aka FrDH) for his dotdotdot jquery plugin - per imporre i puntini di sospensione in un div con testo troppo lungo
I ragazzi di Ludomedia da cui proviene sempre amore <3 e contemporaneamente se potessero ti schiaccerebbero con un bus a due piani <3
innegabilmente anche a me stesso

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