The Silent Age

pubblicato il 11/11/2016 in Recensione
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 06/11/2017

The Silent Age è un’avventura grafica crossplatform approdata anche su PC partendo però da tablet e smartphone, un ritorno alla genesi che strizza l’occhio agli appassionati di viaggi nel tempo e paradossi.

UNO SPORCO LAVORO, MA QUALCUNO DEVE PUR FARLO
Joe è un ragazzo come tanti, come tanti cerca un lavoro ma la crisi non gli permette un’istruzione elevata, lavora prima come imbianchino, poi si arruola per un  breve periodo, infine non si lascia sfuggire un lavoro da inserviente in una grande azienda della città, la Archon, lui non ha idea di cosa ci facciano lì e l’unica cosa che veramente gli importa è avere finalmente un impiego ed un amico e collega che stima: Frank. Siamo nel 1971.
Il baffuto Joe va in giro per i piani a ripulire e non ha idea di cosa gli accadrà quella mattina, una mattina come tante.
All’improvviso qualcosa non quadra, il capo lo manda a chiamare e gli parla di una promozione, “Frank se n’è andato, toccherà a te svolgere i suoi compiti”, e tra i compiti di Frank c’era anche quello di tenere in ordine il seminterrato, Joe non ci era mai stato, quando per la prima volta ci mette piede la faccenda si fa ancora più confusa. Segue delle strane macchie di sangue… Ed il resto è un’incredibile avventura al limite del continuum spaziotemporaleviaggi nel tempo, spionaggio, pericoli biologici, il povero Joe dovrà affrontare tutto questo suo malgrado ed i colpi di scena non si faranno attendere.

TRAMA E GAMEPLAYthe silent age
La trama è fluida, lenta all’inizio, incalzante in alcuni frangenti, dando la corretta sensazione di ansia quando le cose per il protagonista e per il mondo intero si fanno difficili e raccogliendo momenti di riflessione quando è necessario easminare correttamente l’environment per capire come proseguire; i personaggi, per scelta credo, sono abbastanza pochi e di poche parole, ma in The Silent Age a parlare sono gli eventi e le ambientazioni che presto ci cattureranno facendoci chiedere cosa accadrà dopo (o prima n.d.r.), la chiave di tutto infatti è il tempo e dal momento in cui il Dr. Lambert ci donerà la capacità di viaggiare attraverso di esso questa abilità dovrà essere usata concretamente sia come elemento di trama che di gameplay per superare alcuni rompicapi.
L’interfaccia è una classica punta e clicca arricchita dal cambiamento che una stanza potrà assumere quando si viaggerà nel tempo, questa dualità presenterà sempre caratteristiche diverse che si influenzeranno le une con le altre a seconda delle azioni compiute, se infatti lasceremo aperta una porta nel passato la ritroveremo come tale nel futuro ma non ovviamente viceversa.
Gli oggetti non risultano particolarmente difficili da trovare e spesso non ci troveremo di fronte ad enigmi complicatissimi, ho trovato la maggior parte di essi però molto equilibrati e vari, un piccolo appunto alla quantità discreta di porte che dovremo aprire che però richiederanno interazioni spaziotemporali così differenti da non risultare mai un evento già visto.

LA GRAFICA ED IL SONORO
Partiamo dal presupposto essenziale che gli autori si siano concentrati su un'”Era del Silenzio“, soprattutto il futuro apparirà molto silenzioso (in modo inquietante n.d.r.) senza però far mancare una giusta colonna sonora fatta di motivi più che di veri brani, melodie corte e penetranti al momento di eventi particolari, un po’ come accadeva appunto nei film di fantascienza anni ’60 e ’70, un sonoro in fin dei conti curato.
Il lato grafico è assolutamente essenziale, costituito da silhouette quasi da collage piuttosto che da fumetto, ottima trovata per ottimizzare lo sviluppo di un indie come in questo caso, tuttavia ogni realizzazione artistica è calzante, le stanze mai spoglie ci daranno una sensazione di continuità ed omogeneità apprezzabile con il vantaggio non trascurabile di poter far partire The Silent Age anche su un tostapane.

LA CONCLUSIONE E’ NEL SILENZIOthe silent age
Detto ciò non dovrei scrivere neanche un’altra riga, ma sul finale vorrei spendere una parola, tranquilli perchè non è mia intenzione spoilerare nulla. La fine del titolo mi ha lasciato con un’opinione dicotomica quanto lo è l’ambientazione del titolo stesso, se da una parte la trovo quasi un capolavoro fantastico di parallelismi su come in fondo tutto cambia e nulla cambia, dall’altra l’ho trovata quasi banale, deludente per l’avvenimento in sè, non per come viene raccontato.

Concludendo Th Silent Age è una buona avventura grafica che innanzitutto sa intrattenere, purtroppo per poco tempo vista la sua durata (appena 3h!), riuscendo però a raccontare una storia arguta, con citazioni ben calibrate tanto da non scadere nel plagio e con uno svolgersi accattivante tanto da incollare allo schermo per la curisosità di capire cosa accadrà dopo. Non alla pari di grandi capolavori del genere, ma coraggiosa e gradevole The Silent Age è un’avventura che mi sento di consigliare.

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Per me è:

7,8

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