Freddie Mercury, i Queen ed il loro videogioco

pubblicato il 24/11/2016 in News, Retro
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 06/11/2017

Se il mitico Freddie Mercury fosse qui tra noi, e non ci avesse lasciati quel 24 novembre, avrebbe ormai una settantina di anni e ci starebbe probabilmente ancora deliziando con i suoi innuendo ed i suoi gorgheggi che hanno definito un’epoca intera di pop e rock. E se i Queen avessero mai avuto a che fare con i videogiochi?

FREDDIE MERCURY, I QUEEN E GEORGE ORWELL
Freddie Mercury era un uomo delle spettacolo a 360 gradi, oltre a saper cantare da dio (non credo qualcuno obietterà con il paragone, men che meno lo stesso Dio n.d.r.) ha sempre avuto una presenza scenica straordinaria oltre ad un’intraprendenza creativa incredibile. I video della sua band ne sono la prova, quando più classici e scanzonati come “I want to break free” quando fantastici e di denuncia sociale come “Radio GaGa” dove le citazioni agli albori della cinematografia fantascientifica ed Orwelliana si sprecano.
Rimaniamo però su questo argomento, certamente caro a Freddie Mercury stesso ed ai Queen, il futuro distopico, il controllo delle masse, la rappresentazione di un mondo nel quale la creatività fosse spenta il più possibile per far posto all’obbedienza assoluta. Non era certo la prima volta che tale argomento veniva toccato nella musica, basti pensare ai Pink Floyd con “The Wall“, ma per i Queen questo modo di pensare non ha mai rappresentato un momento di passaggio bensì un un leitmotiv continuativo, costante, che li ha portati a riscoprire la fantascienza come proiezione della nostra epoca, non siamo ormai davvero nell’era di Ragio GaGa? Il media non ha monopolizzato le menti come Freddie Mercury ed i suoi avevano pensato più di 30 anni fa?

LE ESPERIENZE CINEMATOGRAFICHE ED IL VIDEOGIOCO “QUEEN: THE EYE”freddie mercury eh eye
La fortuna dei Queen in ambienti differenti rispetto a quello musicale è stata purtroppo molto bassa ad esclusione di un buon (ma non ottimo n.d.r.) film come Highlander del quale hanno firmato la colonna sonora, poco altro si sa dei Queen fuori dalla sperimentazione puramente musicale, ambito dove certamente risucivano meglio.

In pochi però conoscono la storia di Queen: The Eye, il videogioco per il quale i Queen hanno realizzato la colonna sonora (un po’ come David Bowie firmò quella di Omikron) per EA, questo titolo racconta però una storia molto particolare, molto vicina ai temi trattati da Freddie Mercury ed il suo gruppo, anche se fu realizzato quasi 10 anni dopo la morte del grande cantautore.

In The Eye è raccontata la storia di un mondo orwelliano, di un futuro distopico come era consono alla filosofia musicale del gruppo britannico e le somiglianze non finiscono qui. Un governo dittatoriale mette al bando la creatività in ogni sua forma ed un suo agente, protagonista del videogioco stesso, compie l’ “errore” di riscoprire dei vecchi archivi musicali e quindi aprire il vaso di pandora che il governo aveva tentato di chiudere per sempre in modo da avere massimo controllo sulla popolazione. Le somiglianze con i temi trattati dai Queen sono incontestabili.

THE EYE: IL GAMEPLAY
Il gameplay del videogioco dedicato ai Queen era rapportabile ad un Resident Evil, ci troviamo tra l’altro nella stessa epoca (1998), quindi una visuale in terza persona a camera fissa con fondali prerenderizzati. L’anima avventurosa del titolo era presente, ma non predominante, infatti vi erano numerose fasi di inseguimento e combattimento rendendolo più vicino ad un action piuttosto che ad un’avventura grafica.

UN RICORDO DIMENTICATOFreddy Mercury The Eye
Non ho avuto la possibilità di provare personalmente The Eye ed il motivo va da sé: è rarissimo. Venne prodotto già in scarse quantità all’epoca, ma ne vendette ancora meno, l’accoglienza nonostante l’altisonante colonna sonora fu fredda ed il titolo, considerato nè più nè meno uno dei tanti action mediocri già circolanti, venne presto dimenticato assieme all’esperienza videoludica dei Queen e della loro splendida musica. Certo non aiutò neanche la piattaforma di uscita, infatti uscì su PC e DOS, in un’epoca nella quale le console iniziavano il loro regno incontrastato.

Un titolo che probabilmente sta bene dove sta, nel cassetto delle curiosità nel passato dei Queen, ma è molto bello vedere come il media videoludico sia comunque e sempre stato collegato all’arte più creativa anche di ambiti differenti.

Qui l’intera colonna sonora del videogioco: queenpedia

Ecco un gameplay (non mio voglio precisare n.d.r.) di Queen: The Eye

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