Ghost of a Tale, early access

pubblicato il 07/12/2016 in Anteprima, Recensione
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 06/11/2017

Le piccole storie sono spesso anche le più grandi ed è con questa sensazione che mi appresto a parlare di Ghost of a Tale, titolo indie, che ci vedrà vestire i panni di un simpaticissimo topino all’avventura in un mondo fantastico. L’autore di cotanta bellezza è uno ed uno solo Lionel “Seith” Gallat che ha creato un titolo graficamente immenso tradendo la sua non poca esperienza nel campo, ha infatti lavorato per anni per la Dreamworks, e si vede!

STATO DELL’EARLY ACCESS
Ghost of a Tale venne presentato su Indiegogo nel 2014 con una demo alfa già giocabile, l’obiettivo in denaro era del tutto modesto, “appena” 45.000$ raggiunti in men che non si dica e superati grazie all’estensione della raccolta di una settimana. Il denaro raccolto in totale è di circa 48.000$, sempre veramente molto poco per un gioco qual è promeso essere Ghost of Tale. Il primo progetto di Gallat era quello di pubblicare entro il 2016, ma recenti sue stesse affermazioni sulla pagina del negozio Steam relativo al suo early access dicono:

[…] Questa pre-release rappresenta il primo 25-30% del gioco completo (in termini di quest da completare e luoghi da visitare).

La stima dello stesso Gallat, che ammette come il 90% del lavoro grafico sia fatto da una persona sola in un team di due persone, stima che il gioco rimarrà in early access circa 6 mesi (è stato rilasciato a luglio 2016! n.d.r.), non so quanto ci si possa fidare delle solite previsioni ottimistiche degli sviluppatori, ma se fosse così entro inizio 2017 dovremmo poter giocare la versione definitiva.

ghost of a tale

GAMEPLAY
Ghost of a Tale è un titolo etichettato come action/RPG/stealth, ma di queste prime due componenti ahimè ricaviamo poco o nulla dalla versione early access, ci porterà prevalentemente in fasi stealth, privi di armi vere e proprie. Con ogni probabilità questa deviazione verso un genere stealth-avventura è caratteristica dell’early access, quindi va inteso per ciò che è: un enorme tutorial del gioco. Il gameplay, ed a questo punto possiamo solo ipotizzare e sperare, potrebbe prendere piede soltanto dopo la fine del “tutorial” nella fortezza in cui siamo imprigionati.
La precisazione era dovuta, ma detto ciò il gameplay si presenta molto solido e le fasi stealth ritmate, ansiogene; il nostro topino Tilo potrà solo fuggire alla vista dei giganteschi ratti che fanno da guardia alla fortezza, potrà altresì nascondersi nei più disparati anfratti, armadi, casse, barili, in modo da non farsi individuare. La modalità silenziosa permetterà a Tilo di sgattaiolare con maggiore attenzione e muoversi con minore probabilità di farsi scoprire.

La schermata dell’inventario è certamente degna di un RPG classico, nelle varie sezioni troveremo gli abiti, il cibo, i libri ed altri oggetti di missione come chiavi ed oggetti speciali (che andaranno usati per risolvere particolari enigmi), proprio qui scopriamo una piccola particolarità, infatti ritrovando tutti i pezzi di un abito o di un’armatura ed indossandoli ci permetterà di avere alcune caratteristiche in più non solo nelle statistiche, ma anche nell’interazione con il mondo circostante e gli NPC presenti. Se andremo dai due ladruncoli vestiti da capo dei ladri ci riconosceranno come tale e sbloccheranno nuove linee di dialogo, così come se ci presenteremo a lui con la tenuta completa del suo defunto capitano un vecchio pirata nelle segrete ci concederà a comando del denaro e la sua vecchia bussola.
Interessante e mai frustrante, la ricerca di oggetti sparsi per il livello sarà cardine di alcune missioni principali e secondarie.

ghost of a taleUn menu rapido ci permette di scorrere gli oggetti equipaggiabili, come detto però questi hanno ben poco di offensivo, tramortire i grossi ratti armati di tutto punto sarà pressoché impossibile con bastoncini di legno e bottiglie vuote, però troveremo anche oggetti utilissimi come la lanterna che andrà ricaricata d’olio da apposite anfore permettendoci di visitare i luoghi più angusti e bui oppure vagare nella notte, perchè sì, esiste un ciclo giorno/notte con i suoi eventi correlati; potremo accelerarlo riposandoci nei letti sparsi per la mappa e scegliendo a che ora svegliarci.

Una piccola lode alla gestione della stamina, questa sarà cruciale nei momenti di fuga ovviamente, ma la sua quantità sarà corrispondente alla quantità della salute totale, quindi se già avremo poca salute avremo anche poca stamina con tutti i rischi del caso aggiungendo una particolare sensazione di realismo alle fasi stealth che ci spingerà una volta scoperti a raggiungere il più presto possibile un nascondiglio prima che la stamina termini ed il rattaccio di turno ci acchiappi o peggio ancora ci uccida.

TRAMA
Il cartoonesco ed il favolistico non potevano che essere protagonisti indiscussi di questo Ghost of a Tale, videogioco fantasy con personaggi animaleschi. L’ispirazione dai lavori Dreamworks e dal bellissimo Robin Hood della Disney si vede tutta.
Un piccolo topo grigio di nome Tilo che di mestiere fa il bardo si risveglia rinchiuso in una oscura segreta, ben presto grazie a delle bellissime rose scopriamo che ha perso sua moglie Merra, rapita dal perfido Barone Osdrik, ma lui vuole fare l’impossibile per ritrovarla anche fuggire dall’inespugnabile fortezza di Dwindling Heights se sarà necessario.

E’ da questo momento che cominciano le avventure del piccolo Tilo, carinissimo non c’è che dire e perfettamente caratterizzato, i personaggi sono tutti eccezionalmente rappresentati grazie alla grafica del titolo ed al momento la cosa è determinante visto che non esiste un doppiaggio o una localizzazione, ma soltanto delle stringhe di testo quando interagiremo con un NPC.

Certo la trama posta in questo modo appare banale e classica, ma non è dato sapere naturalmente come potrà evolvere, anche se gironzolando online si nota come l’evoluzione voglia essere intrigante, su questo secondo me è bene fidarsi ed attendere. Parlando dell’intreccio di quei pochi NPC che possiamo osservare durante l’early access esso è articolato ma non frustrante e l’interazione variabile con essi a seconda degli abiti che indossiamo rappresenta una bella furbata che amplifica ancora di più la qualità del titolo.

ghost of a tale

GRAFICA E SONORO
Qui, fin da subito, tocchiamo il cielo con un dito. Seppur trattandosi di un early access grafica e sono sono sublimi, veramente impossibile credere che la grande qualità richiesta per opere cinematografiche come quelle a cui lavorava Gallat non abbia inciso pesantemente sulle due componenti. Inizialmente Gallat impiegò il Cryengine, ma dopo lo ritenne troppo pesante e complesso e passò a Unity con ciò ha dimostrando come se usato da mani esperte questo engine grafico sia una manna dal cielo per il panorama Indie.

La grafica pulita e varia, i modelli dettagliatissimi fino alla pignoleria, i baffi ed il pelo sono dinamici, con essi anche le voluminose orecchie di Tilo che quando si volterà di scatto o correrà ballonzoleranno come accadrebbe nella realtà. Le animazioni sono anch’esse sublimi e ci sembrerà di trovarci più volte di fronte alla scena di un film in CGI piuttosto che ad un videogioco. Se siamo già a questo livello in un early access, spero si arrivi davvero al paradiso con il gioco finale, ma basterebbe anche solo mantenersi sulla medesima qualità ed ottimizzare un po’ per avere un capolavoro tecnico.

Il sonoro è praticamente perfetto, alcune musiche orchestrali ci accompagneranno nelle fasi concitate o più tranquille, il sonoro ambientale  in generale è azzeccatissimo, rumori e versi cambieranno tra la notte ed il giorno, il suono del martello del fabbro che batte sull’incudine, il fuoco che scoppietta forte se ci avviciniamo ad un camino. Tutto splendido il lato tecnico in questo Ghost of a Tale.

CONCLUSIONIghost of a tale
Nonostante le promesse di Gallat è mio parere che un titolo di tale complessità tecnica richieda almeno un altro annetto prima di essere terminato, soprattutto se davvero sono al 30% appena. Spero tanto di essere smentito e magari eleggere Gallat a nuovo “dio” dei videogames se riesce a far uscire Ghost of a Tale entro l’inizio del 2017 mantenendo cotale qualità.

Un titolo che promette tantissimo, un early access incredibile e sbalorditivo, che trovate ormai spesso scontato e conviene avere sia per provarlo sia per avere a campagna finita il titolo compreso con un prezzo concorrenziale; ma tralasciando questo Ghost of a Tale è un gioco ispiratissimo come pochi, affascinante, più volte sentirete la voglia di conoscere cosa diavolo ci sia fuori dalla fortezza ed a farvela venire saranno anche le fitte informazioni di lore che riceverete da libri e dialoghi.

Un early access straconsigliato!

 Un video gameplay che ho realizzato apposta per darvi un assaggio delle ambientazioni e delle sensazioni di Ghost of a Tale:

    Mi piace:
  • Animazione ed ambientazione ispirate.
  • Un grande lavoro da un piccolo team.
  • Una piccola "favola" videoludica.
    Non mi piace:
  • Ancora largamente incompleto.
  • N.P.
  • N.P.

Per me è:

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