Steam farà pagare l’iscrizione a Greenlight

pubblicato il 03/06/2017 in News
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 05/11/2017

L’azienda del buon Gabe Newell ha deciso di dare una svolta a quel territorio di nessuno che è Steam Greenlight imponendo una “tassa di iscrizione” fissa (non più una tantum) agli autori che vorranno pubblicare il loro lavoro sulla piattaforma, questo segue di conseguenza le decisioni e gli annunci avvenuti tempo fa riguardo i contenuti dei titoli pubblicati, che spesso risultavano discordanti non solo rispetto a quanto promesso, ma anche rispetto a ciò che veniva mostrato in trailer e screenshots; un esempio illustre è la “questione No Man’s Sky” sulla quale la Valve si espresse tempo fa nei modi che potete leggere nel mio post “No Man’s Sky, parla Sony e Steam agisce“.

15 MINUTI DI FAMASteam Greenlight
L’originalità di un nuovo gioco, tripla A o indie, è indiscutibile, ma è anche vero che Greenlight da quel crogiolo di creatività che doveva essere è diventato un mare di melma dove solo di rado si può raccogliere qualche perla; Valve afferma che l’introduzione di una tassa deve poter servire per inserire più “pensiero umano” (così dicono letteralmente, n.d..r.) che io tradurrei con “coscienza creativa“. Molti titoli infatti vengono realizzati per puro fine economico e questo ha permesso negli anni ai furbi di dare in pasto titoli incompleti, orrendi, scopiazzati, non funzionanti, tutti molto lontani dall’essere “indie” ed allora perdonabili per le risorse limitate. Stiamo parlando prettamente di spazzatura.

IL PREZZO DELLA GLORIA
Il contesto è questo dunque e Steam non ha assolutamente intezione di veder calare la qualità del proprio sistema giorno dopo giorno: preferisce agire. Ogni autore che vorrà pubblicare su Greenlight la propria opera dovrà pagare una tassa di 100$ (per ogni titolo da pubblicare, mentre fino ad ora si trattava di 100$ una tantum), quest’ultima potrà poi essere interamente recuperata se il gioco riuscirà a guadagnare almeno 1000$, insomma almeno 10 volte la tassa stessa. Inoltre il vero e proprio Greenlight scomparirà per far posto ad una piattaforma chiamata Steam Direct, che permetterà la pubblicazione diretta del prodotto (grazie per la doverosa precisazione all’utente di Ludomedia Francesco alias Zelwen, potete trovare il suo commento completo qui sotto). Se pensate che la scelta sia discutibile e la gabella fin troppo alta, beh, ricredetevi, perché Valve è anzi giunta ad un abbassamento rispetto ai 500$ a cui aveva puntato inizialmente proprio grazie all’interazione ed alle opinioni discordanti dell’utenza, non molto contenta dello sbarramento che si presenterà presto (fonte: kotaku).

UN MALE?
No, un bene! Senza alcun dubbio la definizione di indie game è stata abusata fin troppo in questi anni ed è opportuno riportare un ordine che in primis possa permettere la pubblicazione delle opere valide e decorose, in modo che queste ultime non siano seppellite nel Greenlight da una montagna di merda (e scusate il termine, n.d.r.), solo della spam videoludica da estirpare e governare come si deve. Chissà quante perle videoludiche di cui è pieno il mare di Valve ci siamo persi perché è intorbidito da così tanto inquinamento digitale!

In fin dei conti l’azione di Steam è più da considerarsi positiva che negativa, il problema sarà osservare nel tempo quanti “furbetti” avranno voglia di rischiare quei 100$ pur di ricavarne molto di più, perché non dimentichiamo che spesso il gioco trash è diventato campione di vendite grazie anche ad uno svuotamente mediatico di cui si possono dire colpevoli soprattutto alcuni grandi youtuber, italiani e non, loro in quella melma hanno navigato, nuotato, scavato e sguazzato pur di avere quelle views in più che gli cambiassero la giornata.

UPDATE: Come ritroviamo sulla pagina ufficiale delle FAQ di Steam Greenlight la cifra è stata giustamente tradotta in 90€, con la nobile finalità di devolvere tutto in beneficienza, certamente un’azione che fa onore a Valve, sappiamo bene infatti che in un mercato così florido Valve non ha certamente bisogno estremo di questa entrata. Se fosse stata un’altra azienda qualunque avrebbe detto “perché no?” tenednosi questo guadagno extra, ma con questo progetto dimostra davvero come la tassa introdotta vuol essere più che altro uno sbarramento a garaznia di qualità piuittosto che una nuova strategia di guadagno. Fonte: Pagina FAQ di Steam Greenlight.

7 Commenti a “Steam farà pagare l’iscrizione a Greenlight”

  1. bluetouch
    bluetouch
    3 giugno 2017 alle 23:14

    Trovo che sia tutto perfettamente e completamente comprensibile, l’esigenza di dare ordine non solo razionalizza il costo economico di una piattaforma ma dà luce anche alla sua capacità di farsi catalizzatrice di realtà meritevoli, nel quadro di una convivenza sviluppatori/fruitore ciò rappresenta il paradigma indispensabile per una crescita consapevole di intrattenimento e, insieme, pensiero realmente creativo.

    • m4dd0k
      3 giugno 2017 alle 23:42

      Esatto, la soluzione ad ogni misunderstanding di mercato sarebbe proprio quella, che utenti e publisher si conoscessero meglio e soprattutto si rispettassero. I primi comprendendo la fatica posta dietro un’opera non soloa rtistica, ma anche tecnica come un videogioco, i secondo invece aprendo un po’ più la mente alle critiche ed ai desideri veri dell’utenza. Per fare ciò è indubbio che ci vogliano dei filtri e delle guide, purtroppo si è provato senza e si è fallito, non del tutto, ma quasi del tutto.

  2. PaperJack
    PaperJack
    3 giugno 2017 alle 23:22

    Sono d’accordo con Valve.
    Ormai era un meme e la situazione stava degenerando.

    • m4dd0k
      3 giugno 2017 alle 23:38

      Del tutto, sì!

    • PaperJack
      PaperJack
      3 giugno 2017 alle 23:59

      L’aggiornamento dell’articolo fa capire che Valve sa cosa sta facendo e anche dannatamente bene.

  3. Francesco
    4 giugno 2017 alle 10:42

    In realta’ Greenlight si e’ sempre pagata quella cifra (la differenza era che una volta il pagamento avveniva una volta sola a prescindere dal numero di progetti che uno presentata su greenlight) . La vera notizia e’ questa:
    – Greenlight verra’ eliminato e al suo posto arrivera’ Steam Direct
    – Per ogni gioco pubblicato su Steam Direct si dovranno pagare 100$ (restituiti una volta che il gioco avra’ raggiunto un guadagno di 1000$)
    – Attraverso Steam Direct il gioco verra’ direttamente pubblicato su Steam (su greenlight invece vi era una selezione attuata dal pubblico e dallo staff che faceva da filtro)

    Il tutto si tradurra’ (almeno all’inizio) in un aumento esponenziale di giochi bassissima qualita

    • m4dd0k
      4 giugno 2017 alle 13:06

      Grazie infinite per la precisazione! Mi piace molto che l’interesse porti ad aapprofondire ed a scoprire errori del redattore!

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