Sony presenterà una nuova console portatile all’E3

pubblicato il 05/06/2017 in News
di m4ddok

m4ddok

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Nato nel 1987, affronta i videogiochi la prima volta nel Natale del 1993 quando sotto l’Albero trova il mitico Game Boy (Play It Loud! trasparente) assieme a Super Mario Land, da lì si è spostato poi al Super Nintendo e dopo questa parentesi sulle console della grande N arriva al PC, siamo alla fine degli anni ’90. Da allora gioca principalmente su PC, senza abbandonare mai del tutto il gaming portatile.

, ultima modifica il 06/11/2017

Le voci su una possibile terza recidiva di Sony in campo portatile sembrano vere e proababilmente ne sapremo molto di più all’ormai prossimo E3.

NOTIZIA VECCHIA FA BUON BRODO
In realtà la notizia di una “PSP3” non è assolutamente recente, abbiamo tracce e prove fin da febbraio che la Sony stesse lavorando ad un brevetto molto “switchesco” secondo il redattore di IGN (fonte); la console sembra essere davvero una sorellastra di Nintendo Switch, con tanto di aspetto da tablet e controller staccabili.
E’ comunque di qualche giorno fa (fine maggio se non precedente n.d.r., fonte) il rafforzarsi di queste voci, infatti un’azienda cinese avrebbe confermato di esssere stata invitata ad un briefing Sony relativo ad una nuova console portatile, è logico aspettarsi si parli del successore di PSVita.
La Sony deve aver osservato attentamente l’evoluzione di Nintendo Switch ed il suo successo, giungendo alla conclusione che rischiare con una terza console portatile potrebbe essere molto remunerativo visti i tempi, io aggiungerei che lo sarebbe se e quando l’azienda nipponica decidesse di esaminare a fondo i suoi errori e di produrre una console che poi possa davvero essere tenuta in considerazione come macchina da gioco.

IL TERZO E’ QUELLO BUONO
La PSP ai suoi tempi era davvero un piccolo prodigio, in base al suo hardware poteva competere quasi alla pari con una PlayStation 2 (all’epoca console fissa contemporanea), per la prima volta una console portatile aveva uno stupendo schermo 16/9, riproduceva un formato simile al CD, l’UMD, leggeva e scriveva su memorie rimovibili standard, le Memory Stick. Era una macchina dalle gigantesche potenzialità, ma non riuscì a surclassare il DS, nonostante ques’ultimo non sapesse neanche cosa si intende per “grafica 3D”. Il DS era ancorato alle cartucce proprietarie, con schermi a risoluzione bassissima, abilissimo nel 2D, ma con un’accelerazione 3D paragonabile a quella dei peggiori smartphone dell’epoca (N-Gage, qualcuno se lo ricorda?), eppure la politica Nintendo vinse ancora.
La PSP però non fu un completo disastro, anzi, vendette abbastanza bene anche grazie alla sua longeva vita di circa 10 anni, ma lo stesso non possiamo dire dei giochi, molti titoli infatti erano orrendi spinoff ed anche i giochi esclusivi lasciavano molto a desiderare, pochi raggiungevano la sufficienza; si potevano contare solo qualche decina di titoli davvero validi. Non dei capolavori, si sappia, ma almeno accettabili o davvero godibili (Gli spinoff di God of War, quelli di Grand Theft Auto, Crisis Core, Silent Hill Origins, alcuni tra i primissimi “indie” come Locoroco e simili, ecc…). Tutto questo però, ripeto, su un ciclo vitale di ben 10 anni.

Diverso è ciò che scaturì dal mercato nipponico vero e proprio, a parte qualche remake e titolo originale che fortuitamente arrivò anche da noi solo per mezzo di importazioni crociate multiple carpiate, molti titoli sono stati esclusivo appannaggio del Sol Levante e non sono anzi neanche pochi quelli molto validi con edizioni speciali mai viste, ma certamente difficili da rintracciare ed interpretare per noi occidentali.

Sony PSVita2? PSP3?

Un’immagine dal brevetto depositato da Sony, ne trovate altre sul sito nipponico blog.esuteru

L’arrivo di PSVita sembrava porre rimedio alla console “dimenticata” di Sony, ed in parte lo ha posto, a dirla tutta seppur questa nuova incarnazione della PSP abbia venduto davvero poco in termini di hardware ha avuto un buon supporto, certo ancora non sufficiente a lanciare la Sony nell’ambito portatile però. La PSVita è di nuovo un mostro di potenza, anche se il divario con 3DS si riduce, la macchina Nintendo rimane indietro rispetto alle capacità di quella Sony. Il passaggio alle cartucce, quindi l’abbandono dell’UMD, eliminano fastidiosi problemi di lettura e di autonomia che solo la memoria solida può risolvere e l’introduzione del doppio analogico rendeva ancor più importante il paragone tra gioco mobile e fisso.

Ciononostante appunto PSVita vende davvero poco, eppure aveva un supporto terze parti certamente più disgnitoso di PSP (quest’ultima, diciamola tutta, fu molto acquistata anche per le sue doti di modificabilità ed emulazione, n.d.r.). Parliamo di spinoff molto validi come quelli di Assassin’s Creed o Uncharted ed una vera marea di indie assolutamente ben trasposti, panorama quello indie tra l’altro che PSP non aveva ancora a disposizione ai suoi tempi, rimangono però anche molti giochi originali e piacevoli, nonostante di nuovo non molto numerosi. Certo più numerosi di quelli per PSP.

Ciò che mi piacerebbe al giorno d’oggi è un ritorno al portatile di Sony, sì, ma che avvenga nell’ottica di trattarlo con l’importanza che merita, così da avere una fetta di sviluppo ben delineata ed un mercato ben soddisfatto come carburante continuo. Solo in questa maniera la Sony riuscirebbe non solo a vendere la maccchina in sé, ma anche a creare una fidelizzazione dell’utenza la quale, non prendiamoci in giro, passa dalle esclusive, dai giochi che rendono unica una console. Il mantra è sempre uno ed uno soltanto: i giocatori vogliono giocare! (E non avere un bel fermaporta, n.d.r.).

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